Le confraternite di Sezze

Le Confraternite che esistono attualmente a Sezze, come la Buona Morte, i Sacconi e il Rosario, le possiamo vedere sfilare contemporaneamente nella processione del Venerdi Santo, a Sezze. Esse mantengono oramai più un ruolo simbolico all’interno del culto paesano, che altro!

Ricordiamo inoltre le confraternite scomparse, citate dal Prof. Zaccheo nel suo libro "Sezze che scompare"; avevano tutte una propria sede, come per l’oratorio di Gesù e Maria, che un tempo è stato la sede della confraternita omonima, la Confraternita del SS. Sacramento e quella di Francesco Saverio.

La Confraternita della Buona Morte

Secondo Zaccheo, essa è la confraternita più antica istituita nella città di Sezze. Si rintraccia la sua presenza verso il 1300 con la venuta dei francescani in città. Il suo compito era quello di ricercare e seppellire i corpi dei morti in campagna e di provvedere alla sepoltura dei poveri, i quali non potevano permettersi un funerale. La loro sede fu la chiesa collegiata di S. Sebastiano e Rocco finché fu chiusa da diversi anni al culto.

Tutti i beni che i confratelli possedevano, al fine di aiutare i poveri, sono stati confiscati, mentre ancora esistono dei modesti proventi derivanti dalla raccolta dei ceri, azione che si fa dopo la processione del Venerdi Santo. I confratelli indossano una tunica nera disegnati dei teschi sul petto, ed un fiocco bianco al collo.

La Confraternita del Rosario

La Confraternita del Rosario ha la funzione di incrementare il culto del Rosario e si differenzia dalle altre perché non ha il compito di fare opere di pietà. Attualmente è proprietaria di beni avuti in eredità che vengono divisi tra i confratelli.

I beni alla morte dei fratelli tornano di nuovo alla confraternita. Essi indossano una lunga tunica bianca stretta da un cordone bianco ed azzurro che termina con due fiocchi; sulle spalle hanno una mantellina azzurra bordata di bianco, che non indossano il Giovedi Santo in segno di lutto, sostituendola con una mantellina bianca.

Durante le processioni, sfilano con un cero acceso su di un candeliere variopinto. E’ interessante notare che le stesse usanze sono state mantenute intatte per secoli.

Nello stato amministrativo della confraternita del 1700, che troviamo nel documento numero uno, ritroviamo gli stessi colori per gli abiti e quasi la stessa foggia. Anche gli stessi oggetti sorretti ai giorni nostri durante le processioni.

La loro sede si trova in una canonica della Cattedrale, come è sempre stato.

Nel documento esaminato vediamo che non vi era già da allora nessuna prova dell’erezione di questa confraternita. Nonostante essa fosse legata a quella di Roma, la sua istituzione era dovuta solo ed esclusivamente alla consuetudine.

La Confraternita del SS. Cuore di Gesù, detta "dei Sacconi"

Creata nel 1763 e subito aggregata alla primaria di Roma. I componenti di detta confraternita possono essere solo i cittadini che godono di un elevato prestigio sociale, di buona condotta morale e di un cospicuo reddito personale. Il compito era di dare sepoltura ai poveri e di fare opere di misericordia e di penitenza.

L’unica processione a cui essi partecipano è quella del Venerdi Santo. Per l’occasione indossano una tunica bianca trattenuta da un grosso rosario. In testa hanno un cappuccio che lascia scoperti solo gli occhi. In mano portano le ossa umane che simboleggiano il loro dovere fondamentale, e procedono salmodiando.

Il ruolo che ricoprivano detti membri doveva o voleva essere di carattere superiore ai fratelli di altre confraternite: i simboli da loro adottati, infatti, ribadiscono quale potere avessero sulla popolazione. La loro sede si trova presso la Chiesa di S. Pietro.

La Confraternita di Gesù e Maria

Venti anni fa vi era ancora l’ultimo rappresentante che sfilava durante le processioni. Molto simile a quella del rosario nelle sue funzioni, aveva anche l’abito uguale, tranne la mantellina di colore rosa invece che azzurra.

Altro loro dovere era quello di provvedere al mantenimento del l’ospedale per i poveri, che si trovava vicino alla loro sede, presso le Scalelle della piazza centrale. Nel documento n° VII, in cui viene citata una causa mossa dalla confraternita, ci appare chiaro il ruolo della suddetta.

La Confraternita del Santissimo Sacramento

La Confraternita del Sacramento ora non esiste più; secondo Zaccheo aveva avuto una propria sede.

Anticamente era formata da artisti (come vediamo nel documento n° I) mentre in seguito era formata da persone civili, che non intervenivano nelle processioni, tanto che le aste del baldacchino venivano portate dai chierici del seminario. In assenza di quest’ultimi, venivano invece portati dai contadini del paese. Nell’archivio di Terracina si sono trovati due fogli riguardanti detta confraternita.

Abbiamo un documento del 1786 (n° VIII) ed uno del 1818 (n° IX) in cui vengono riportati degli atti notarili riguardanti l’amministrazione dei loro beni.

La Confraternita di San Francesco Saverio

Venne eretta nel 1705 dai Padri Gesuiti, nel venerabile seminario diocesano, a nome di Maria SS. della Purificazione, sotto la protezione dei Santi Ignazio e Francesco Saverio.

Il regolamento prevedeva l’aiuto degli infermi ed il tentativo di pacificare le inimicizie e i rancori tra i cittadini.

Interessante e completo, è il loro statuto originale, che si è ritrovato nell’archivio diocesano di Terracina, il quale rimane tra i più completi documenti riguardante le confraternite setine.

Processione lungo via San Carlo