Itinerario artistico

PERCORSO NEL CENTRO STORICO

Le mura cittadine ed il tessuto urbano

A poche decine di metri al di sotto di Porta Romana, percorrendo a piedi un viottolo che costeggia esternamente le mura cittadine, si può ammirare un tratto di antica cinta muraria.

Sezze era circondata da due cerchia di mura poligonali: il primo cingeva il perimetro esterno della città, il secondo proteggeva l’acropoli.

Di queste mura ciclopiche restano parecchi tratti. Esse sono in opera poligonale di terza e quarta maniera e risalgono tutte al IV secolo a.C.

Ben conservate, in particolare lungo l’asse est-ovest, terminano con un poderoso bastione, anch’esso in opera poligonale di quarta maniera, sormontato da una gigantesca opera idraulica costruita nel periodo sillano.

I resti dell’epoca romana non si limitano alle opere di difesa. Ad esempio, è anche possibile ammirare i resti di alcuni templi, che si dice siano stati dedicati ad Ercole, Saturno ed Apollo, e dell’anfiteatro.

Alcuni anni fa, fu rinvenuto un mosaico dell’epoca repubblicana, ora conservato nell’antiquarium unitamente ad altri interessanti reperti archeologici.

Nel Medioevo, Sezze subì una trasformazione per quanto riguarda l’architettura e l’urbanistica.

Di quell’epoca restano ancora le torri di pietra quadrata ed alcune case edificate con pietre regolari e con finestre ad archi gotici.

Più tardi si impose definitivamente lo stile rinascimentale e l’attuale sede comunale, già casa de Magistris, ne è un valido esempio.

Ancora oggi, nel centro storico, ai palazzi signorili si alternano le dimore della gente comune, basse, generalmente ad un piano, alle quali si accede mediante una scaletta esterna che termina con un balconcino.

La cattedrale

Dal sentiero pedonale che costeggia dall’esterno le mura poligonali, si può salire attraverso una caratteristica scalinata, a via Corradini. A sinistra, lungo questa via, si giunge alla Cattedrale di Sezze.

E’ certo che una chiesa romanica venne eretta sul luogo dell’attuale cattedrale, ma due incendi la distrussero. Ricostruita per la terza volta dai Cistercensi di Fossanova in stile gotico, fu aperta al culto nel 1364.

La Cattedrale di Santa Maria ha tre navate ripartite in due file di sette pilastri che presentano una colonnina pensile addossata.

Nel 1594, nel corso del restauro ordinato dal vescovo Luca Cardino per rendere la chiesa più grande, venne cambiata la disposizione: sul luogo antistante l’entrata vennero eretti il nuovo santuario ed il coro, provocando un danno all’architettura dell’edificio.

L’ingresso della chiesa venne aperto dalla parte dell’abside. Nel restauro del 1968, il pavimento venne rialzato di settanta centimetri.

Nonostante le modifiche subite nel tempo, la Cattedrale di Sezze resta un valido esempio di architettura cistercense italiana, della quale presenta, inconfondibili, i caratteri fondamentali.

L’interno è austero per la parte muraria, ma ricco di sculture sacre e di quadri di notevole valore artistico, tra cui spicca un dipinto di Giovanni da Gaeta raffigurante il Cristo benedicente.

Un itinerario artistico nel centro di Sezze

 

All’interno della cinta muraria di Sezze, tra le quattro porte chiamate "Romana", "Pascibella", "Sant’Andrea", e "Paolina", sono racchiusi numerosi monumenti di notevole interesse storico-artistico.

Vicino a Porta Romana, lungo via Corradini, si trovano la Chiesa del Bambin Gesù (sulla sinistra) e la Cattedrale di Santa Maria (sulla destra).

Giunti all’incrocio di via Cavour ed incamminandosi lungo la stessa, si incontra l’Antiquarium di Sezze, ricco di reperti storici ed archeologici.

Da piazza De Magistris, che è il punto più alto del centro storico, è possibile ammirare la Chiesa di San Pietro con l’annesso Seminario e l’edificio comunale. Vicino a quest’ultimo, in via Pitti, è situato il Teatro Comunale.

Scendendo per via Flacco, attraversando trasversalmente l’importante strada intitolata a San Carlo di Sezze, si giunge alla Chiesa di San Lorenzo.

Percorrendo poi via Umberto I°, si incontra l’antico "Palazzo De Ovis" ed a pochi passi da questo, annessa alla Porta Pascibella , la Chiesa medievale di Santa Parasceve (sec. XI).

Tra gli edifici civili di rilevante interesse artistico troviamo inoltre: il palazzetto con bifore del secolo XIV visibile in Porta Romana al nr. 2; la casa con porta gotica e finestre del secolo XVI in via Corradini al nr. 2 bis; la casa con loggia del secolo XVI sempre in via Corradini al nr. 111; la casa con portone a punta di diamante del secolo XVII in via San Carlo.

Il territorio Pontino - Lepino visto dal Monte Trevi

Monte Trevi è la collina visibile sulla parte destra di Sezze, raggiungibile da via Piagge Marine. Giunti nel punto dove il sentiero compie una vistosa curva a sinistra, la visuale si apre non solamente verso l’Agro Pontino (sud - ovest), ma anche a sud – est, dove compaiono i colli appartenenti ai Monti Lepini compresi tra Sezze e Priverno. In questo punto ci troviamo a mezza costa del Monte Trevi, ad un’altezza di 250 metri sul livello del mare.

Da questa posizione è possibile ammirare la parte più meridionale dell’Agro Pontino, con in primo piano il Campo Inferiore di Sezze, dove è fiorente la coltivazione del carciofo.

In lontananza si distinguono le città di Pontinia (più interna, appena dopo l’Appia) e Sabaudia (sul lago di Paola, in prossimità del vicino Mar Tirreno).

L’inconfondibile Monte Circeo con ai piedi la foresta demaniale del Parco Nazionale omonimo e le Isole Ponziane chiudono a sud una visuale di grande suggestività e di rara bellezza.

Volgendo lo sguardo ad est si può notare, non lontano, un colle chiamato comunemente "Pian della Quartara" al quale si può accedere attraverso la mulattiera "Valle Sabatino". Questo colle è, in pratica, un altopiano il cui vertice misura m 246 s.l.m. ed è separato dal già citato Monte Trevi (h 505 metri s.l.m.), da una valle denominata "Valle lavona".

Il Pian della Quartara di Sezze è celebre per la presenza delle doline, un fenomeno geologico di grande importanza. Queste sono cavità carsiche di grandezza variabile, caratteristiche nei terreni calcarei, conosciute nelle diverse località con nomi specifici: in Istria e in Dalmazia le chiamano "foibe", nell’Appennino sorano "anticrateri", in Puglia "gravi".

La costa dello "Stoccacoglio", le contrade "Campo Cervino" e "Foresta" chiudono la visuale a nord – est dove è situato il Monte Nero (445 metri s.l.m.).

(fonte: opuscolo regione Lazio)

Atrio quattrocentesco
Antico pavimento in cotto