La storia di Sezze

Già nella preistoria, i dintorni di Sezze erano noti per l’ottima posizione geografica: ciò è dimostrato dalla moltitudine di ritrovamenti di quell’epoca, nella zona. Alcuni di essi, esposti al Museo Pigorini di Roma, testimoniano che le grotte nei dintorni, erano già abitate in quel periodo.

Successivamente, nel IV° secolo A. C., i Romani nella loro espansione vollero creare una roccaforte in territorio Volsco.

Ecco nascere Sezze, in posizione dominante, totalmente affacciata sull’agro Pontino, famoso da sempre per la buona qualità della terra. Non lontana da una delle strade più famose dell’epoca, la via Appia, Sezze si rese famosa ben presto. Ciò si può dedurre dalla grande quantità di edifici Romani nella zona, anche di particolare rilievo, oggi abbandonati.

La leggenda ci racconta che la città venne edificata da Ercole, che, arrivato a Sezze dopo la vittoria su una popolazione del basso Lazio, si ritirò sulla collina dominante il mare, attratto dalla splendida posizione in cui essa si trovava. Tale leggenda trova conferma nello stemma della città, raffigurante il leone Nemeo, delle cui setole Ercole si fregiò dopo averlo sconfitto..

Parlando di date certe, vi sono conferme che nell'anno 382 a.c. Sezze fu proclamata colonia romana. La città può vantare un miscuglio di architetture di tutti i generi: praticamente si è edificato in tutte le epoche e per chi è in grado di apprezzare gli stili diversi, non è difficile scoprire tesori di ogni epoca.

Ai giorni nostri si raggiunge Porta Sant’Andrea quale ingresso a Sezze, ma in passato si entrava nell’abitato da Porta Romana, in prossimità della grande piazza oggi adibita a parcheggio.

Anche il Vaticano, riconoscendo l’ottima posizione geografica di Sezze, volle impiantare nella città ben tredici chiese, molte delle quali purtroppo sono andate distrutte od abbandonate: solo le più importanti sono ancora operanti, mentre alcune vengono riaperte ai fedeli solo poche volte l’anno.

La chiesa della Madonna dell’Appoggio, visibile salendo la collina di Sezze, nonché la conosciuta Madonna della Pace, sono divenute oramai cumuli di sassi senza vita, lontane dagli antichi splendori.

Anche la chiesa di San Rocco, edificata nel 1761, sita nei pressi di Piazza De Magistris, una delle principali, è andata perduta. Nel 1943 fu bombardata in maniera irrimediabile ed al suo posto sorge oggi un piazzale di discutibile bellezza denominato "Giardino Romolo Velletri".

Tornando a parlare delle antiche entrate della città, si può affermare che l’ingresso al nucleo abitativo era di fatto consentito da quattro porte: la suddetta Porta Sant’Andrea, Porta Paolina detta anche Porta Gioberti, la menzionata Porta Romana detta anche Porta di Piano e Porta Pascibella o Largo Vittorio Emanuele.

Gli anziani ricorderanno senz’altro l’abbeveratoio per gli animali di Porta Romana, luogo di incontro per chi tornava col mulo dalla campagna.

Molti particolari sulla storia di Sezze si possono trovare sui numerosi libri scritti dal Dr. Luigi Zaccheo, archeologo di fama, setino da generazioni, che ha speso anni di studio per illustrare nei suoi libri tutto ciò che è possibile sapere su questa città.

Egli ha, tra l'altro, realizzato l’Antiquarium di Sezze, ove è possibile visionare reperti di tutte le epoche, ben esposti, sito in via Diaz.

 

DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE:

"Sezze nella Preistoria"

"Età Romana"

"Sezze Medievale"

 

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Vescovado